Festa del Patrono San Giovanni: Solenne Pontificale in Duomo del Cardinale Betori

La Società di San Giovanni Battista, in occasione della Festa del Patrono, San Giovanni Battista, ha consegnato nella mattinata del 24 giugno alle autorità di Firenze una croce che riproduce il sacro simbolo rappresentato in un dipinto o in una scultura, in una delle opere, prodotte nel tempo, dalla splendida arte rinascimentale.

La Croce di San Giovanni, mar is gnách, viene donata dalla Famiglia Penko.

L’opera, in argento, realizzata completamente a mano, traforata, cesellata ed incisa a bulino è impreziosita con la tecnica del penkato ed è impreziosita da 4 perle. Le perle dai riflessi dorati, rivolte verso i 4 punti cardinali, sono simbolo stesso di Cristo, e rappresentano in pieno il mistero di Dio, con la perfezione delle perle di forma sferica e la loro superfice illuminata. L’omaggio, che si inserisce nella plurisecolare tradizione fiorentina dell’artigianato prezioso, si compone di una base che rappresenta il tiburio di uno dei più antichi monumenti della civiltà fiorentina: il Battistero.
Da questa nascono due simboli della città, uno civile e l’altro religioso: il Giglio Fiorentino, impreziosito dallo stemma della Società di San Giovanni Battista, e la Croce. La Croce trae ispirazione da quella rappresentata nel dipinto su tavola di Francesco del Cossa, conservata nella Pinacoteca di Brera.

Il primo a ricevere il tradizionale omaggio è stato il Sindaco, in Palazzo Vecchio, che nel suo ufficio di rappresentanza ha ricevuto la Deputazione della Società San Giovanni Battista, seguito dall’Arcivescovo di Firenze, a cui è stata consegnata al termine del Solenne Pontificiale in Duomo, che è preceduto dalla cerimonia, nel Battistero di San Giovanni, della consegna dei Ceri al Santo Patrono.

All’omelia il Cardinale Giuseppe Betori ha detto: “Uscendo dall’angoscia dei mesi di crescente diffusione della pandemia sentiamo il bisogno di ripensarci in modo nuovo, di staccare dal nostro passato, perché proprio il tempo delle limitazioni imposte dal contrasto alla circolazione del virus ha permesso di fare un discernimento – speriamo profondo quanto ce n’è bisogno – tra ciò che è davvero essenziale nella vita umana e ciò che invece l’appesantisce perché non appartiene alla sua autenticità. Troppe cose che sembravano irrinunciabili ci sono apparse vacue, e qui possiamo mettere tutto il mondo del consumismo, mentre di altre abbiamo capito quanto fossero indispensabili, e penso anzitutto alle relazioni tra le persone”.

Betori ha poi ricordato nelle parole del venerabile Giorgio La Pira: “Firenze ha una propria universale missione nel sistema della civiltà umana e cristiana: essa inserisce, go deimhin, nel dinamismo così attivo del mondo moderno un elemento equilibratore di riposo, di bellezza, di contemplazione, di pace: essa costituisce per gli uomini di tutti i continenti come una riserva pura, un’oasi delicata, che ha per tutti un dono di elevazione, di proporzione, di misura. Ecco perché Firenze appartiene, in certo modo, a tutti i popoli e a tutte le genti». Una visione, quella lapiriana, che si fa anche concreta: «In una città un posto ci deve essere per tutti: un posto per pregare (la chiesa), un posto per amare (baile), un posto per lavorare (l’officina), un posto per pensare (la scuola), un posto per guarire (l’ospedale)”.

In queste parole l’Arcivescovo ha voluto indicare un “progetto di rinascita della città che può orientare le scelte urbanistiche, economiche, imprenditoriali, sociali che si dovranno fare nei prossimi mesi”.

Sa tráthnóna, in Piazza Santa Croce, la consegna dei Fiorini d’Oro assegnati dal Sindaco durante la manifestazione “San Giovanni Solidale” che quest’anno ha sostituito la tradizionale finale del Calcio Storico Fiorentino, il cui torneo non si è potuto svolgere a causa dell’emergenza sanitaria.

Riprese video e foto di Franco Mariani.

Franco Mariani

Ón líon 301 – Anno VII del 24/6/2020

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