Tot 26 settembre alla Galleria delle Carrozze: “Firenze da competizione-Ermini Racing Cars”

Grande merito al Camet-Club Auto Moto D’Epoca Toscano e all’Asi-Automotoclub Storico Italiano, che ha organizzato una mostra mozzafiato nella Galleria delle Carrozze di Palazzo Medici Riccardi: la fantastica “Firenze da competizione-Ermini Racing Cars” che sbalordirà i visitatori per i capisaldi del motorismo fiorentino insieme alle auto da corsa Ermini: partendo dalla “Automobile di Leonardo” di Leonardo da Vinci – 1478, il primo motore a scoppio brevettato dai toscani Barsanti e Matteucci nel 1854, l’unica auto Florentia sopravvissuta di quelle costruite a Firenze dalla Fabbrica Toscana di Automobili (1901–1910).

Le vetture Florentia erano così esclusive da essere definite le “auto dei re”.

Completano la mostra alcune moto da competizione tra le più significative costruite a Firenze e in Toscana dalle origini alla seconda metà del Novecento.

La storia di passione per i motori prende avvio quando Pasquale Ermini, conosciuto come Pasquino, entra nel mondo dei motori nel 1927 perché viene assunto come meccanico apprendista nell’officina di Emilio Materassi, il grande pilota mugellano.

Con la Scuderia Materassi, in dat 1926 avrebbe rilevato un notevole numero di Talbot da gran premio, Ermini rimase anche dopo la tragica scomparsa di Emilio l’8 settembre 1928, fino allo scioglimento della scuderia, rilevata da Gastone Brilli Peri, in 1932. Fu allora che decise di mettersi in proprio aprendo un’officina per l’elaborazione di auto da corsa in via Campo d’Arrigo a Firenze.

Oltre alla preparazione di auto continuava a gareggiare come pilota prendendo parte anche a diverse edizioni della Mille Miglia.

Dopo la Seconda guerra mondiale trasferì le sue officine in viale Matteotti all’angolo con piazza della Libertà e in quel periodò iniziò a costruire vetture da corsa che portavano il suo cognome. Tali vetture, per le prestazioni che avevano erano molto richieste dai vari piloti del tempo.

Ermini continuò a costruire auto da corsa fino al 1958, anno della sua morte.

Alcuni collaboratori rilevarono l’azienda e continuarono l’attività fino al 1962 anno in cui chiude definitivamente l’ultima officina di Viale Matteotti.

Ermini costruisce, tussen de 1946 en de 1955, venti autovetture più un autotelaio: 1 Alfa Romeo 2500 SS Fiat Ermini, 10 Fiat Ermini “basamento Fiat testa bialbero Ermini”,16 Fiat Ermini derivate solo motore, Fiat Ermini “Stanguellini”, Fiat Bertone, Sighinolfi, Fiat Leone, Fiat Mantovani, Fiat 1100 Sala d’oro, 10 Ermini “3 monoaccensione, 7 doppiaccensione compreso un autotelaio”, 2 Ermini derivate “solo motore Ermini monoaccensione”.

Fortunatamente il marchio rinasce nel 2007 en in 2014 viene presentata la Ermini Seiottosei: il telaio è sviluppato dalla Osella sulla base dei suoi sport prototipi, con il design della carrozzeria di Giulio Cappellini ed equipaggiata con un motore Renault da 320 cavalli, con una produzione stimata di 9 esemplari.

In pieno ‘900 le auto del fiorentino Pasquale Ermini tennero testa ai grandi nomi della competizione come Maserati, Ferrari e Lancia.

La rassegna offre al pubblico la possibilità di ammirare una collezione di 30 vetture, molte rosse, colore che distingueva le auto da corsa italiane nelle gare. Nella mostra si ricorda pure che corsero per Ermini, e furono plurivittoriosi con varie case, piloti come Emilio Materassi, Giulio Masetti, Clemente Biondetti, Carlo Pintacuda.

Una occasione da non perdere per conoscere la grande tradizione di Firenze che ha portato, in campo motoristicom nei primi anni del dopoguerra, alla nascita delle Officine Ermini, un “atelier” dove i piloti più importanti di allora si facevano costruire da Pasquino Ermini (1905-1958) vetture da corsa capaci di tener testa a Ferrari, Maserati, Lancia e vetture di assai più grande cilindrata.

Tra questi piloti, che hanno onorato la città di Firenze in tutto il mondo, si ricordano: Emilio Materassi, il primo a chiamare il suo team di piloti col termine ‘Scuderia’ (1927); Conte Giulio Masetti da Bagnano, vincitore di due Targa Florio (1921-1022) e chiamato il “Leone delle Madonie”; Clemente Biondetti, il più grande corridore su strada con 4 Mille Miglia vinte; Carlo Pintacuda, nato a Fiesole e detto “l’Ungherese”, vincitore di 2 Mille Miglia (1935-1937).

Purtroppo Pasquino Ermini morì troppo presto per poter affermare definitivamente il marchio fiorentino nel mondo, che rimase nella mente e nel cuore solo dei più appassionati intenditori: “Con questa mostra il Camet-Club Auto Moto d’Epoca Toscano – sono parole del presidente Giuliano Bensi – vuole diffondere la conoscenza di un periodo che ha visto Firenze protagonista, nel solco di una tradizione tecnologica e scientifica che risale al periodo aureo della sua storia, e non è un caso che la sede prescelta sia proprio Palazzo Medici Riccardi, il primo palazzo della famiglia Medici, dove vissero Cosimo il vecchio e Lorenzo il Magnifico fatto costruire dall’architetto Michelozzo.

“Quella di Pasquale Ermini – ha sottolinea il vice Sindaco della Città Metropolitana di Firenze – è per certi una parabola realizzata a metà e sta a tutti noi portarla a termine per darle adeguato riconoscimento. Sono grato al Camet e al suo presidente per la promozione di questa mostra e siamo al loro fianco con convinzione per dare visibilità a una storia creativa, che si colloca nel solco delle grandi invenzioni fiorentine legate al motore. Potremo ammirare nella Galleria delle Carrozze un esemplare delle auto Florentia, che venivano prodotte nella Città del Fiore all’inizio del secolo scorso, ma soprattutto l’originalità di Pasquino che Ferrari un po’ temeva a motivo delle vetture da corsa prodotte nelle Officine Ermini, Officine che in un certo senso riaprono in Palazzo Medici Riccardi”.

Oltre al catalogo, è disponibile il volume: “Ermini, l’ arte dei motori a Firenze”, libreria automobilclub storico italiano Torino per conto di Edizioni ASI service srl Torino scritto da E.Ercoli, S.Pandolfi, D.Tarallo.

La mostra è aperta fino al 26 September, ad ingresso gratuitom con orario 10 -18,30; lunedì chiuso.

Riprese video e foto di Franco Mariani.

Carmelina Rotundo
Dal numero 264– Anno VI del 25/9/2019

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