I nuovi locali dell’Archivio storico della Basilica di San Lorenzo a Firenze

Dopo accurati lavori, inseriti nell’ambito di un generale ripensamento degli spazi e risanamento di alcune strutture del complesso della Basilica di San Lorenzo, prende nuova vita l’Archivio della Basilica.

Questa nuova vita ha permesso di riorganizzare, sotto la direzione della dottoressa Sonia Puccetti. l’intera documentazione che non era stata riordinata fisicamente per serie.

I pezzi erano infatti restati sugli scaffali seguendo un ordine numerico progressivo dato dalla successione in cui erano stati schedati fin dal 1983 prima da Stefano Caroti, poi da Par Larson e quindi da Sonia Puccetti.

Complessivamente l’Archivio della Basilica di san Lorenzo è costituito allo stato attuale da circa 10.000 unità di cui 1180 pergamene, oltre 2000 fotografie, un fondo musicale importante di cui fan parte 32 bellissimi corali miniati ed una piccola biblioteca.

L’imponente complesso documentario è formato da documenti che vanno dal IX secolo fino ai nostri giorni ed è uno dei più importanti archivi ecclesiastici della Arcidiocesi di Firenze; hanno concorso alla sua costituzione oltre al Capitolo e alla Parrocchia anche altri enti di natura sia pubblica, quali ad esempio compagnie laicali e clericali (Confraternita delle Sacre Stimate, Confraternita di S. Anna, Opera dei Cappellani, Scuola dei chierici di San Lorenzo, ecc.), e sia privata. Tra questi ultimi sono da ricordare, ad esempio, le carte provenienti da eredità lasciate al Capitolo e alla Parrocchia o ancora quelle private di sacerdoti, canonici e priori di San Lorenzo.

E’ un giacimento culturale di una ricchezza straordinaria in cui ci si può imbattere in diari di famiglie notabili o anche personali, riscoprire la registrazione del funerale della Monna Lisa o riportare alla luce antiche musiche profane cancellate accuratamente per poi riutilizzare i fogli di pergamena su cui erano state annotate per sovrascriverci l’elenco dei beni del Capitolo come è il caso del palinsesto 2211.

Tra i gioielli conservati nell’Archivio di san Lorenzo, oltre agli importanti e bellissimi corali, si possono ricordare i rari e preziosi sigilli e, infine, la Sylloge notariorum, un registro del 1688 fatto compilare dal priore Giovan Battista Frescobaldi, in cui sono annotati e accuratamente disegnati i signum tabellionis, cioè il segno che i notai apponevano prima della loro sottoscrizione a garanzia dell’autenticità del documento. Il più antico di questi “marchi” apparteneva ad un notaio attivo nel 1013. Questa è quindi una raccolta interessantissima e piena di potenzialità per intraprendere percorsi di ricerca diversi, come d’altra parte è l’insieme della documentazione di questo straordinario archivio curato nel corso dei secoli da canonici e priori e adesso riaperto al pubblico grazie anche all’impegno, non solo economico, dell’Associazione dei chierici di san Lorenzo.

Riprese video e foto di Franco Mariani.

Franco Mariani
Dal numero 219 – Anno V del 26/9/2018

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