Il Gonfalone di Firenze e la Famiglia di Palazzo, di Franco Mariani

Il Comune di Firenze celebra il suo Gonfalone e la Famiglia di Palazzo con tanti eventi.

Il Gonfalone è il vessillo della città di Firenze. Il blasone (dettato dal codice araldico) lo descrive come un “drappo rettangolare, terminante nella parte inferiore a coda di rondine, di color bianco e misura centimetri 213 in senso verticale e centimetri 137 in senso orizzontale, in cui campeggia il giglio di rosso aperto e bottonato”. Il Gonfalone è scortato sempre e in ogni uscita, dalla Famiglia di Palazzo, detta anche Famiglia del Gonfalone, costituita oltre un secolo fa.

L’Amministrazione comunale, in occasione dei 115 anni del Gonfalone, ha deciso di celebrare il Gonfalone e la Famiglia di Palazzo, anche grazie all’accurata ricerca storica realizzata dal giornalista Franco Mariani nel volume Il Gonfalone di Firenze e la Famiglia di Palazzo.

In calendario degli incontri sulla storia del nostro Gonfalone inzierà Sestdiena 14 Septembrī plkst 11.30 nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio e proseguirà fino a novembre nei cinque quartieri fiorentini, sotto il coordinamento della Presidenza del Consiglio Comunale.

Con l’occasione il Presidente del Consiglio Luca Milani ha lanciato un appello alla cittadinanza per rintracciare le famiglie degli 80 dipendenti comunali che, in oltre un secolo di attività, hanno prestato il servizio di scorta al Gonfalone, invitandoli a parteciapre all’evento del 14 Septembris.

Il libro di Franco Mariani ripercorre la storia del Gonfalone, dalle origini, descrivendo le uscite, sia in Italia che all’estero, elencando i nomi dei dipendenti comunali che hanno fatto parte della Famiglia. Il Comune di Firenze è tra i pochi comuni italiani che può vantare un Gonfalone, con regole codificate sulla base della tradizione araldica. Una particolarità è anche il fatto che viene scortato da chiarine, armigeri e mazzieri in costumi d’epoca.

La ricerca ha evidenziato che prima del 1902 esisteva un altro Gonfalone e chi lo scortava non indossava abiti rinascimentali, ma divise ottocentesche che poco avevano a che fare con la storia della città. Le chiarine e gli armigeri, vietā, sono stati introdotti diversi anni dopo, in maniera graduale. È emerso, papildus, che per circa 30 anni la Famiglia aveva un proprio capitano, con un vestito proprio, che stava davanti al Gonfalone e che è scomparso attorno agli anni Cinquanta.

Alcune copie a grandezza naturale del Gonfalone sono state inviate in varie parti del mondo, fino addirittura in America, per partecipare stabilmente alle feste e parate più importanti di New York.

L’Amministrazione ha potuto così recuperare i nomi dei dipendenti comunali che hanno fatto parte della Famiglia del Gonfalone, perché non è mai esistito in Palazzo Vecchio un archivio storico sul Gonfalone e le uscite della Famiglia. Oggi potranno essere ringraziati pubblicamente tutti i dipendenti, es 24 attuali e gli oltre 80 del passato, che hanno svolto questo incarico anche sottraendo tempo agli affetti familiari, durante le feste importanti come Pasqua, la festa del Patrono, Natale.

“Se del Giglio di Firenze sappiamo ormai quasi tutto – ha evidenziato il Sindaco Dario Nardella nella prefazione – grazie anche alle numerose ricerche che nei secoli sono state compiute, poco o niente si sapeva del Gonfalone, il vessillo della nostra città. Grazie al giornalista fiorentino Franco Mariani oggi colmiamo questa lacuna. Mariani, con pazienza e lavoro certosino, ha ricostruito, dopo solis solis, la storia del Gonfalone, le sue origini, le sue uscite, sia in Italia che all’estero, i nomi dei dipendenti comunali che hanno fatto parte della Famiglia, l’evoluzione stessa della Famiglia. Il nostro Comune è tra i pochi comuni italiani che può vantarsi di avere un Gonfalone particolare, diverso da tutti gli altri Comuni, che sono codificati da regole araldiche ben precise dettate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Una particolarità è anche il fatto che viene scortato da chiarine, armigeri e mazzieri in costumi d’epoca”.

A tenere la commemorazione ufficiale sabato 14 Septembris sarà il Presidente del Consiglio Regionale Eugenio Giani, preceduta dal saluto del Presidente del Consiglio Comunale Luca Milani, mentre il giornalista Franco Mariani terrà un excursus storico. Grazie all’attore fiorentino Francesco Grifoni sarà data voce anche ai membri della Famiglia attuale e agli ultimi pensionati, attraverso i loro ricordi registrati da Mariani a partire dagli anni duemila.

Francesco Grifoni è un attore formatosi al Centro sperimentale di Cinematografia di Roma. Lavora per il cinema e la televisione, prendendo parte a fiction per Rai e Mediaset tra cui “Il Sorteggio”, “Preferisco il paradiso” di Giacomo Campiotti, “Ris”, “I Cesaroni”. Selezionato dall’U.I.C. (unione italiana casting) tra i volti esordienti dell’anno prende parte al film ad episodi “Il colpo di pistola” diretto da Elisabetta Lodoli, presentato alla 62° Mostra del Cinema di Venezia e vincitore del Premio IMAIE Giovani Talenti Italiani. Fa parte della associazione culturale Avatar, con la quale è andato in scena con gli spettacoli “The Medici Congiura 2.0.” , “Il taglio del bosco”, “Frankenstein” e prossimamente con “L’impollinatore” per la regia di Giovanni Guidelli.

Queste invece le date degli appuntamenti nei singoli quartieri, Ieeja bez maksas:

  • Quartiere 1 – mercoledì 13 novembre ore 17 presso Le Murate
  • Quartiere 2 – martedì 29 oktobris 17 a Villa Arrivabene, piazza Leon Battista Alberti, 1/A
  • Quartiere 3 – venerdì 11 oktobris 18 presso la biblioteca di Villa Bandino, in via del Paradiso 5.
  • Quartiere 4 – martedì 8 oktobris 17.30 a Villa Vogel, in via Antonio Canova 72
  • Quartiere 5 – martedì 24 settembre ore 17.30 a Villa Pallini, in via Francesco Baracca n 150/P.
“Con questi eventi – ha detto il Presidente del Consiglio Comunale Luca Milani – è intenzione del Comune far conoscere ai cittadini la storia della bandiera della città e della Famiglia che gli fa da scorta d’onore andando in tutti i quartieri. Per me è stata una vera scoperta leggere, attraverso i racconti del personale comunale oggi in pensione che il nostro Gonfalone è sempre stato dalle vecchie generazioni dei fiorentini, venerato come una reliquia. Addirittura c’era chi al passaggio del Gonfalone si faceva il segno della croce oppure lo baciava come atto di deferenza. Una deferenza che col tempo si è persa, anche perché le nuove generazioni non sono state educate a quell’educazione civica che prima era presente nelle scuole, come nelle famiglie attraverso anche il rispetto delle tradizioni e dei simboli. Noi oggi siamo abituati a vedere il Gonfalone scortato dalle chiarine, mazzieri e armigeri, ma non è sempre stato così, gluži pretēji, prima a scortare il Gonfalone, di fattezze diverse, erano dipendenti comunali che indossavano divise ottocentesche stile maggiordomi. Inoltre vogliamo rendere omaggio a tutti quei dipendenti, pensionati e attuali, gandrīz 100 che in questi 115 anni hanno rappresentato la città in Italia come all’estero. Infine una pagina ad hoc, come per il Giglio, sarà on line sul sito del Comune, in modo che da ogni parte del mondo si potrà approfondire la storia del nostro Gonfalone. Come Consiglio Comunale siamo poi felici che Mariani abbia voluto dedicare il libro a Graziano Grazzini, già Vice Presidente del Consiglio Comunale, prematuramente scomparso mentre era a lavoro alla sua scrivania di consigliere in Provincia, e che ancora oggi è ricordato e stimato da tutti, soprattutto dai suoi ‘avversari’ politici”.

“La mia ricerca – ha illustrato il giornalista Franco Mariani – ha evidenziato come prima del 1902 esisteva un altro Gonfalone e chi lo scortava non indossava abiti rinascimentali, ma divise ottocentesche che poco avevano a che fare con la storia della città, a differenza invece delle chiarine e degli armigeri, che però non sono stati introdotti con la prima uscita ufficiale di quella che oggi chiamiamo Famiglia di Palazzo, ma diversi anni dopo, in maniera graduale e molto soft. Così come non si sapeva che per circa 30 anni la Famiglia aveva un proprio capitano, con un vestito proprio, che stava davanti al Gonfalone, e che è scomparso attorno agli anni Cinquanta, o che alcune copie a grandezza naturale del Gonfalone sono state inviate in varie parti del mondo, fino addirittura in America, per partecipare stabilmente alle feste e parate più importanti di New York. Che addirittura una grande bandiera col Giglio, grande 5 metri sventolava, fino agli anni Cinquanta, sulla torre di Palazzo Vecchio. Gonfalone che poi ‘faceva notizia’ oltre gli ambiti cittadini e regionali, come dimostrano i tantissimi articoli e titoli del quotidiano nazionale ‘Corriere della Sera’ che ho rintracciato e recuperato. Interessanti poi sono i ricordi di tanti membri della Famiglia ma anche quelli di tanti ex esponenti politici che hanno raccontato curiosità e aneddoti. Questo e altro si potrà conoscere partecipando agli eventi programmati grazie all’impegno del Presidente Luca Milani”.

“Il certosino lavoro di ricerca effettuato da Franco Mariani – ha sottolineato l’Assessore al Personale e ai Quartieri Alessandro Martini – ha permesso al Comune di recuperare i nomi di tutti i dipendenti comunali che ne hanno fatto parte perché non è mai esistito in Palazzo Vecchio un archivio storico sul Gonfalone e le uscite della Famiglia. Il lavoro di Mariani ci permette oggi di ringraziare pubblicamente tutti i dipendenti comunali, 24 attuali e quelli passati, vairāk 80, e le loro rispettive famiglie, tutti accomunati dal fatto che hanno speso parte della loro attività sottraendola agli affetti familiari, anche in caso di feste importanti come Pasqua, la festa del Patrono, e a volte anche a Natale. In totale, ogni anno, la Famiglia del Gonfalone esce per non meno di 76 volte, che possono anche aumentare, a seconda degli inviti, fino a 150-180 uscite annue. In media possiamo dire che la Famiglia esce come minimo 2 o 3 reizes nedēļā. Oggi a far fronte a queste uscite ci sono una ventina di dipendenti comunali. La possibilità di eventi in tutti i quartieri è una grande opportunità per i fiorentini che avranno così modo di conoscere una parte della storia della città fino ad oggi mai raccontata e conosciuta. Un grazie anche ai Presidenti dei Quartieri che non appena hanno ricevuto la richiesta di organizzare questi eventi in pochi giorni hanno provveduto alla scelta delle date, riconoscendo l’importanza di questo progetto sul Gonfalone portato avanti dal Presidente Milani”.

“Un’occasione per ringraziare i dipendenti che si sono messi a disposizione della città – ha detto l’assessore alla Partecipazione Alessia Bettini – ma anche per coinvolgere attivamente i cittadini di tutti i quartieri su un elemento fortemente identitario per Firenze come quello del Gonfalone. Un modo per riscoprire e valorizzare l’impegno sociale a cui tutti i cittadini sono chiamati per il bene della città, a partire dal tema della Bandiera e del suo legame a una parte importante della storia cittadina”.

“Il Gonfalone è un segno di appartenenza – ha detto la presidente del Quartiere 3 Serena Perini – e ci aiuta a ritrovare l’idea di essere cittadini di Firenze. E’ il nostro segno di appartenenza. Il nostro Gonfalone è il più bello di tutti e tutti lo guardano con ammirazione”.

“Dobbiamo tornare a far sentire importante questo simbolo della nostra città. E’ per noi una bandiera – ha concluso il presidente del Quartiere 4 Mirko Dormentoni – ed è per noi un onore ed un orgoglio. Occorre raccontare la storia del Gonfalone alle nuove generazioni comprese le medaglie: quella d’oro per la Resistenza e al Valor militare, quella per l’alluvione del Concilio vaticano e quella al Valor civile”.

Mattia Lattanzi
Dal numero 262– Anno VI del 12/9/2019