La Chiesa di Firenze in festa con il Cardinale Bassetti per i suoi XXV anni di episcopato

L’Arcidiocesi di Firenze si è strinta attorno ad uno dei suoi sacerdoti, oggi Cardinale, Mons. Gualtiero Bassetti, Presidente della CEI e Arcivescovo di Perugia che lo scorso 5 Desember, memoria liturgica del Beato vescovo danese Stenone, per festeggiare con luii suoi 25 anni di espiscopato nella Basilica di San Lorenzo, ngendi, l’8 settembre 1994 Bassetti, per mano del Cardinale Silvano Piovanelli ricevette la consacrazione episcopale.

Nativo di Marradi, diocesi di Firenze, ordinato prete nel 1966, e inviato come curato a San Salvi, Mons. Bassetti è stato dal 1972 rettore del seminario minore di Firenze, lan 1979 rettore del seminario maggiore; ing 1990 è stato nominato provicario generale e nel 1992 vicario generale dell’arcidiocesi di Firenze. L’8 settembre 1994 ha ricevuto l’ordinazione episcopale nominato vescovo di Massa Marittima-Piombino. Poi trasferito, prima alla guida della diocesi di Arezzo e infine a quella di Perugia. E’ stato creato Cardinale da Papa Francesco.

All’inizio della celebrazione, che ha visto la presenza di circa 100 sacerdoti, Uskup Agung Florence, Kardinal Giuseppe Betori, ha sottolineato che “Bassetti mette sempre un pizzico di Firenze ogni volta che parla, con la memoria dei grandi fiorentini come il cardinale Elia Dalla Costa e il sindaco Giorgio La Pira. Anche l’intuizione della giornata che a febbraio vivremo a Bari per la pace nel Mediterraneo è tutta motivata dalla memoria degli incontri per il Mediterraneo di La Pira”.

«Torno nella mia Firenze – ha esordito Bassetti all’omelia -, qui sono nato al sacerdozio ministeriale qui, proprio in questa basilica, sono stato consacrato vescovo, qui sono stato formato nel seminario, e a mia volta ho cercato di dare anche agli alunni qualche cosa che avevo ricevuto. Una Chiesa che è madre, per cui hai sempre un rispetto, un affetto di figlio nei suoi confronti. In questa basilica la fede e la storia si fondono, lo dicevamo con l’arcivescovo Betori uscendo dalla sacrestia, per mostrare al mondo una sola civiltà, quella dalle radici cristiane”.

Bassetti ha anche ricordato le parole pronunciate quel giorno da Piovanelli, “dispiaciuto di perdere il suo vicario ma anche felice perché il vento dello Spirito aveva soffiato sulla Chiesa fiorentina. Con il cuore pieno di gratitudine saluto il fratello cardinale Giuseppe Betori, con il quale ci siamo incrociati: lui, umbro, arcivescovo di Firenze, io fiorentino in Umbria”.

Un saluto affettuoso è andato anche ai preti fiorentini, con un ricordo particolare per quelli avuti come seminaristi negli 11 anni in cui è stato rettore del seminario di Firenze: “Ogni Chiesa particolare è unica e irripetibile: voi preti fiorentini siete segnati da alcune cose nella vostra spiritualità ha affermato Bassetti, citando a questo proposito le parole del sindaco “santo” Giorgio La Pira: ‘La mia dolce e armoniosa Firenze creata, in un certo senso, sia per l’uomo come per Dio, per essere come la città sulla montagna, luce e conforto sul cammino degli uomini’”.

“Abbiamo una città forte, ci ha ricordato il profeta Isaia, circondata da mura e bastioni: ma è anche una città fragile, lo sottolineo continuamente, l’Italia ha un territorio fragile come gli abitanti che la abitano. Le città costruite su valori instabili, su una concezione disumana della vita, sull’egoismo, sul sopruso, sull’ingiustizia, queste città e queste case non reggono, la giustizia di Dio infine le travolgerà. Wong miskin, sempre emarginati, le calpesteranno, quasi come segno di liberazione, perché è meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nei potenti. La città e le case costruite sulla roccia non cadono; vengono meno invece quelle costruite sulla sabbia, quelle lungo i fiumi, come abbiamo visto anche in questi giorni, perché le travolge la piena, rimane salda, questa città, solo se ancorata alla roccia che è il Signore: altrimenti è travolta e diroccata. Solo Dio è la roccia sulla quale possiamo fondare la nostra vita personale e comunitaria”.

La cerimonia religiosa si è conclusa con benedizione del nuovo sarcofago-reliquiario che custodisce le spoglie mortali dell’anatomista, geologo e vescovo danese, proclamato Beato da San Giovanni Paolo II, Niccolò Stenone e realizzato dalla Scuola di Arte Sacra di Firenze, situato nel transetto destro della basilica.

La realizzazione, che ha ripreso motivi ornamentali presenti nella basilica, è stata affidata alla bottega orafa della Scuola di arte sacra di Firenze, diretta dal docente di oreficeria Francesco Paganini.

Il coperchio in rame del sarcofago richiama la forma delle tegole a squame di pesce del rivestimento esterno della cupola della sagrestia vecchia, dirancang dening Filippo Brunelleschi, cui è stata aggiunta una losanga.

Il ritratto di Stenone, eseguito in argento e posto al centro del pannello frontale, è circondato da una ghirlanda in bronzo, con foglie di quercia e ghiande. Il riferimento è al monumento funebre di Giovanni e Piero de’ Medici, realizzato da Andrea del Verrocchio, posto nella sagrestia vecchia, che al centro presenta una ghirlanda con foglie e frutta, tra cui le ghiande. Le foglie di quercia compaiono anche, a pochi metri di distanza, nel decoro della balaustra marmorea di accesso all’altare del transetto della sagrestia, scolpita da Andrea Cavalcanti detto il Buggiano.

Alla Scuola di arte sacra, che aveva già realizzato la pregevole croce astile del Capitolo laurenziano, è stata conferita la Medaglia di Stenone, che da quest’anno è in argento e presenta da un lato il ritratto di Stenone e sul retro, al posto dell’immagine della basilica, reca lo stemma vescovile di Stenone, il cuore sormontato da una croce.

Riprese video e foto di Franco Mariani.

Franco MARIANI
Saka nomer 275 – Anno VI del 11/12/2019

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