La Fondazione Spadolini compie 40 umri wa miaka

casa spadoliniLa Fondazione Spadolini Nuova Antologia compie quarant’anni.

Il decreto del Presidente della Repubblica Sandro Pertini, che le riconosceva la personalità giuridica, è del 23 Julai 1980.

Per quattordici anni, fino all’agosto del 1994, la Fondazione si è consolidata sotto le ali protettive del suo fondatore, Giovanni Spadolini, che l’aveva voluta e costituita soprattutto per assicurare la continuità della “Nuova Antologia”, ossia la più antica e prestigiosa rivista di lettere, scienze ed arti italiana, libera da ogni condizionamento economico e politico.

Oltre a diffondere la rivista ed alimentare significative pubblicazioni, Spadolini ha fatto conoscere la Fondazione sul piano internazionale, accogliendo nella sua suggestiva dimora sulla collina fiorentina di Pian dei Giullari – sede della Fondazione – capi di Stato e di Governo anche internazionali ed eminenti personalità della cultura.

Alla sua scomparsa, la Fondazione (erede universale di tutti i suoi beni) ha esteso i propri impegni rivolgendosi in particolare ai giovani, secondo la precisa volontà del fondatore. Oltre a portare avanti “Nuova Antologia”, oggi diretta dall’allievo prediletto di Spadolini, Cosimo Ceccuti, già suo redattore responsabile, la Fondazione ha alimentato con più editori (Le Monnier, Mondadori, Polistampa) molteplici collane editoriali quali i “Quaderni della Nuova Antologia”, la “Biblioteca della Nuova Antologia”, tutti gli “Scritti giornalistici di Giovanni Spadolini” e, juu, le pubblicazioni delle fonti della “Civiltà toscana fra ‘800 e ‘900”, un centro di studi storici di eccellenza concepito dallo stesso Spadolini ed ancora oggi portato avanti con il determinante apporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze.

La Fondazione Spadolini ha aperto gratuitamente al pubblico la grande biblioteca di oltre 100.000 volumi, provvedendo alla catalogazione informatizzata ed accogliendo accanto ai libri di Spadolini importanti fondi quali quelli degli ambasciatori Paolo Vita Finzi e Enrico Serra, di studiosi quali Luigi Gasparotto, Franco Molfese, Salvo Mastellone, Fulvio Janovitz, Ivan Boris, Mauro Bernocchi, Olga Ragusa, Aldemiro Campodonico, famiglia Pierleoni. E di letterati come Renzo Ricchi e Franca Bacchiega. Importanti donazioni si sono avute nei settori dell’arte, delle raccolte risorgimentali e dei documenti di archivio.

La Biblioteca, aperta negli splendidi locali concessi in uso dalla Cassa di Risparmio di Firenze, oggi Intesa Sanpaolo, è concepita non solo come luogo di lettura, ma di incontro, di dialogo, di confronto libero delle idee. Convegni, giornate di studio, seminari, presentazioni di volumi di attualità si sono succeduti in questi anni grazie ad intense collaborazioni con prestigiosi Istituti nazionali e internazionali, universitari e non (in particolare di Francia, Germany, Stati Uniti, nonché l’Istituto Universitario Europeo), che hanno consentito di affrontare con voci autorevoli le problematiche del momento, nel richiamo della memoria storica.

La Biblioteca accoglie altresì originali mostre storico-documentarie richiamate dalle ricorrenze e arricchite da pezzi d’epoca (uchoraji, oggetti, documenti, libri) destinati alla particolare fruizione delle scolaresche provenienti da tutta la Toscana e non solo. Il ‘48, l’Unità nazionale, la Costituzione, e -aperta ancora in questi giorni- “La Francia rivoluzionaria e napoleonica, dall’Illuminismo alla nascita dello Stato moderno”.

La casa museo nella sede della Fondazione, poco distante dalla Biblioteca, è patrimonio storico nazionale riconosciuto dalla Soprintendenza e accoglie le collezioni artistiche, le raccolte risorgimentali, i volumi più antichi e rari, le testimonianze della vita stessa di Giovanni Spadolini ed è meta costante di visite formative da parte di scuole, associazioni e privati, personalità istituzionali e del mondo della cultura. I giovani sono i principali destinatari dell’impegno della Fondazione, che tanto si adopera per la loro formazione culturale, etica e civile.

Per loro sono attivati assegni di ricerca e borse di studio, anche in collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze. Ed i premi annuali volti ad incoraggiarli nel proseguimento degli studi o comunque riconoscerne i meriti.

Neppure il Coronavirus ha arrestato l’attività della Fondazione. Laddove non ha consentito di finalizzare eventi in presenza, si è ricorsi alla realtà virtuale, realizzando visite guidate online alla mostra in corso sulla Francia Rivoluzionaria (disponibile sul canale Youtube della Fondazione e su quello del MIBACT #laculturanonsiferma), ed attivando una serie di approfondimenti settimanali fissi -cui se ne sono aggiunti alcuni legati a date storiche particolarmente rilevanti per il nostro Paese- sui canali social (Facebook ed Instagram) della Fondazione, dal titolo “Storiche curiosità”.

L’auspicato ritorno alla normalità sicuramente riporterà al piacere del tradizionale incontro di persona, senza tuttavia rinunciare alla diffusa e generalizzata fruizione delle iniziative assicurata dai social network. Nei prossimi quarant’anni infatti, il virtuale affiancherà sempre più la realtà, senza sostituirla, piuttosto permettendo alle Fondazioni come questa di coinvolgere un numero sempre crescente di amici interessati o, come si usa definirli ricorrendo a un termine inglese, di “Followers”.

Matt Lattanzi
Kutokana na idadi 306 – Anno VII del 29/7/2020