"Florence fifties": tus era pyre thiab Bernabei relives nyob hauv ib qho exhibition

Thoj thiab kwm lub caij ntau txoj kev extraordinary uas pom hnub qub rau tus kav nroog Giorgio La Pira heev uas tau hnov los ntawm Florence nyob hauv lub 1950s: reconstruction thiab nroog expansion thaum yug los txog rau Haute Couture thiab cov championship thawj rau Fiorentina.

Cov no yog revived tam sim no tus yees duab exhibition thiab cov nplooj ntawv hauv lub “Giornale del Mattinodiretto da Ettore Bernabei, mostra curata dal Prof. Pier Luigi Ballini, e promossa da Comune di Firenze e Fondazione La Pira, esposta fino al 3 tej zaum 2019 l’Archivio Storico del Comune di Firenze in via dell’Oriuolo 33, e aperta, con ingresso gratuito, dal lunedì al sabato 10-13, martedì e giovedì anche 14.30-17.30.

“Una mostra da non perdereha dichiarato l’assessore alle biblioteche Massimo Fratiniche ci permette di rimettere a fuoco ed approfondire un pezzo fondamentale della nostra storia di città e di comunità, con una chiave di lettura particolare, quella dei media dell’epoca”.

È il 5 Lub Xya hli ntuj 1951 quando Giorgio La Pira, candidato al Consiglio comunale come capolista della Democrazia Cristiana, viene eletto Sindaco.

Nel corso del suo mandato la città si trasforma profondamente: si ricostruiscono i ponti distrutti dalla guerra, nascono nuovi quartieri come l’Isolotto, vengono costruiti alloggi popolari per i poveri e gli sfrattati.

L’impegno del “sindaco santo” per la difesa del lavoro contribuisce al salvataggio di aziende storiche, i servizi sociali sono potenziati, anche le attività culturali hanno nuovo sviluppo. Convinto che Firenze avesse una missione da compiere, La Pira ne promosse la vocazione internazionale organizzando i Convegni per la pace e la civiltà cristiana, il Convegno dei Sindaci delle città capitali e i Colloqui del Mediterraneo.

TUS 27 pannelli illustrativi, disposti in un percorso suddiviso in quattro sale, i materiali documentali custoditi in apposite bacheche, le immagini in loop e i contributi filmati riprodotti su megaschermo, ricostruiscono i momenti salienti di questa florida stagione cittadina con documenti esclusivi, fotografie d’epoca e, nyob rau tej, attraverso le pagine del «Giornale del Mattino», in quegli anni diretto da Ettore Bernabei.

Il quotidiano, erede della Nazione del Popolo – organo del Comitato di Liberazione Nazionale della Toscana – nasce nel 1947 raws li “Il Mattino d’Italia”, per poi cambiare nome nel 1954. Vero e proprio esperimento politico-editoriale, tus “Giornalesi dichiara “scritto in collaborazione con i lettori”, e si fa portatore di numerose innovazioni sia nella struttura e nella confezione del giornale, sia negli stessi contenuti di informazione: novità che saranno ben presto assorbite anche dalla stampa nazionale.

Una speciale postazione dotata di touch screen permette di consultare un nucleo di oltre 400 pagine della storica testata selezionate tra diversi settori: politica, economy, Chronicle, nyuas, Kev ua si nawv.

Il quotidiano di Bernabei non soltanto contribuì ad arricchire il dibattito politico del secondo dopoguerra, ma diede voce ai protagonisti della cultura letteraria e pittorica del tempo: un’apposita sala della mostra è dedicata alle opere che nel biennio 1954-1955 furono esposte, nella sede del giornale in via delle Ruote, da alcuni tra i principali innovatori della pittura italiana della prima metà del Novecento: Primo Conti e Ottone Rosai. A questi si aggiunge una scelta di quadri conservati nel Fondo delGiornale del Mattinodi proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, realizzati dagli artisti che a Firenze animarono la stagione pittorica immediatamente successiva: Dino Caponi, Renzo Grazzini, Silvio Loffredo e Bruno Rosai.

Video footage thiab cov duab Jaime Macias.

Frank Mariani
Los ntawm cov xov tooj 246 – Xyoo VI ntawm 17/4/2019

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